Il mio incontro con il premier

[disclaimer preventivo: dopo l’ultimo post serio, qui torno di nuovo al demenziale. E lo faccio senza alcun ritegno]

Alla fine a me Tonio Rommai non sta troppo simpatico. Voglio dire, quegli occhiali da intellettuale e quell’aria compassata…ecco, non è un po’ troppo compassata? Nemmeno il tempo di arrivare al governo e fare mezza manovra, che già è lì che ti grida soddisfatto:”Mira, timono!“, manco già fosse un mito marino.

L’altro giorno l’ho incontrato nella sua splendida residenza personale, era lì con il suo segretario che gli parlava di certi “moti romani” che a quanto pare potrebbero sconvolgere la Capitale, e lui gli ha risposto quasi monosillabico:”Va bene, Martino mio,  mi noti Roma sul taccuino”. Nient’altro. Trovandomi lì, non mi sono trattenuto dal dirgli:”Ok, noto i marmi splendidi di cui sei circondato, ma rimani tomo!” e lui di rimando: “Ma che fa, mi monitora?” Al che, io, ironico: “Na, mimo tori!”. Come se non avessi altro da fare. E poi lui subito dopo si è messo a sciorinare nomi a ritmo (forse ipotetici sottosegretari per il nuovo governo?), e si è vantato del fatto che d’ora in poi i politici non avranno più macchine blu ma motorini, mezzi a due ruote per cui lui ha un’inconfessabile passione, anzi, un intimo amor. Poi me ne sono andato e lui, perdendo tutto il suo à plomb, mi ha urlato dietro, con inspiegabile accento barese:”Ma torni mio caro, amo trimoni come lei!”. Ma io certo non vi tornai, dovevo, tra l’altro, andare a un matrimonio.
Ora, se questo vi sembra un buon premier! Io non ho la certezza, no, ma timori che sia un po’ carente di intelletto mi rimangono. Comunque una caratteristica positiva di certo ce l’ha: il suo nome è così facile da anagrammare!
p.s. ne avrei altri…ma no, mi tiro indietro, per oggi basta così.