I botti di Capodanno – fino all’ultima esplosione

Nonostante la crisi, quell’anno in quella città avevano comprato tutti un’enorme quantità di fuochi d’artificio. Anzi, avevano comprato decisamente troppi fuochi d’artificio. Erano così tanti che avrebbero potuto far saltare in aria interi edifici. Palazzine, scuole, caserme.

Marco Airone poggiò il petardo proprio al centro della strada, poi si allontanò correndo. La deflagrazione fu piuttosto forte, tanto da scalfire lievemente l’asfalto e far tremare i vetri della finestra di Giancarlo Missoni. Giancarlo Missoni se ne stava con espressione imbronciata a guardare fuori. Si decise, e nonostante si fosse imposto di non sparare botti fino a mezzanotte, andò in camera sua a prendere uno dei suoi petardi. Lo piazzò anche lui al centro della strada, davanti al portone del palazzo Marco Airone. Si allontanò con aria disinvolta ma misurando accuratamente i passi per essere certo di essere abbastanza lontano al momento dello scoppio. L’esplosione fu più forte di quella di prima. Un frammento di asfalto schizzò contro una vettura. Stavolta a tremare furono i vetri di casa Airone. Si affacciò il padre di Marco che agitò il pugno fuori ed emise un gutturale: “E che cazz’, Marco, fall’ verè tu comm’ se sparano e’ bott” (“Che diavolo, Marco, mostragli tu come si sparano i botti”).
Marco Airone tornò dentro casa e scese nel seminterrato, dove teneva i petardi più importanti, in attesa della mezzanotte. “Che importa se ne sparo qualcuno un po’ prima?” si disse. Da una cassa prese due cilindri della grandezza di una bottiglia ognuno e li portò su. Li mise a una certa distanza dalle auto, usò una parte della miccia per legarli insieme, poi accese e scappò.
L’esplosione proiettò frammenti di plastica e asfalto in aria e uno di questi colpì il finestrino di un’auto, che rimase danneggiato. Si attivarono quattro antifurti e una colonna di fumo denso si alzò verso il cielo.

Giancarlo Missoni si aspettava l’esplosione, ma fu spaventato dalla forza. Non ricordava di aver mai sentito uno scoppio tanto potente. Ma poteva essere da meno? Semplice: no. Anche per quel Capodanno aveva fatto la spesa con tutta la famiglia. L’ansia della crisi aveva dato a ogni acquisto un brivido in più, ma alla fine non avevano speso meno degli anni precedenti.
Migliaia di euro, ogni membro della famiglia li aveva conservati per tutto l’anno, per continuare la tradizione. Persino il piccolo Eugenio che anni prima ci aveva perso una mano, e tutti lo chiamavano ancora piccolo anche se ormai aveva 35 anni.
Giancarlo Missoni prese quattro grandi forme piramidali unite da un filo da cui pendevano come luci natalizie dei cilindri. Corse in strada, le stese al centro, proprio davanti al palazzo del vicino, e le accese. Si allontanò di corsa e rimase ad aspettare oltre l’angolo, le orecchie tappate.
Le piramidi esplosero una a una, con un ritmo scandito dagli altri botti che le univano. E all’esplodere di ognuna delle piramidi saltava in aria il finestrino di un’auto, mentre l’ultima era ancora più grande e nell’esplodere deformò completamente una portiera.

Mentre gli antifurti del quartiere impazzivano, Marco Airone perdeva la testa per l’affronto. Non tanto per quell’auto danneggiata o per il suo pitbull che quasi stava impazzendo, quanto perché i botti del vicino avevano superato i suoi. Questa sì che era una sfida.
Allora che fece Marco Airone? Aprì una cassa da cui prese tre grandi cilindri e li andò a mettere al centro della strada, come sempre. Li accese tutti e tre, uno alla volta e così il primo scoppiò una manciata di secondi prima e il secondo cadde e spinse il terzo, ed entrambi rotolarono per pochi centimetri, ma quanto bastò perché finissero proprio sotto a un’auto. E così ci fu l’inevitabile. Con i botti saltò in aria anche l’auto, che era proprio quella di Giancarlo Missoni e che nell’esplodere fece  unboato immenso perché nel bagagliaio c’erano almeno altri tre chili di polvere esplosiva tra petardi e miniciccioli.

Allora Giancarlo Missoni corse fuori dal palazzo, si fermò qualche istante a guardare quel che rimaneva della sua auto, il capo chino. Poi sollevò gli occhi e sul viso aveva un ghigno,  e iniziò a gridare:”Siii, si! Ho vinto io! Supera questo se ci riesci!”. E così dicendo si era appropriato dell’esplosione in realtà scatenata dagli esplosivi del vicino.
Marco Airone allora corse in casa, prese una cassa e vi mise dentro rauti, cipolle, monster, un pallone di maradona e persino la botta dell’anno, lo spread. Uscì di casa e aprì il cancello del garage in cui teneva parcheggiata la sua auto, una golf nera super accessoriata. Con calma sciamanica poggiò la scatola mortale sul sedile posteriore e avviò il motore. Fece il giro dell’isolato e arrivato all’inizio della sua strada si fermò. Prese una cipolla e la legò al pedale dell’acceleratore per tenerlo schiacciato, poi la accese e lasciò il freno. L’auto partì di botto e lui si lanciò fuori dalla portiera. Due secondi dopo, l’esplosione. Stavolta ancora più forte. Lo scoppio della cipolla aveva fatto esplodere gli altri fuochi e poi l’intera auto, che si era andata a schiantare contro un’altra auto parcheggiata , a sua volta esplosa.
“Allora che mi dici? Ti ho superato?” chiese Marco Airone, rialzandosi trionfante dall’asfalto, circondato da fumo e macerie.

Giancarlo Missoni non ci poteva credere. Era stato davvero superato. Allora si decise a chiudere la partita. Portò tutti i fuochi d’artificio rimasti, tutti i petardi, tutto il materiale esplosivo nel soggiorno di casa sua. Poi creò una scia di petardi che da lì andava al balcone, legandoli tutti a una sola lunga miccia. Infine, per essere sicuro, aprì tutti i fornelli del gas. Si mise sul balcone e diede il via alla scarica.

L’esplosione fu così grande che i vicini chiamarono i pompieri e arrivarono anche la polizia e dei giornalisti. E Giancarlo Missoni si godette tutta la scena dall’alto, mentre piano piano se ne andava vittorioso in cielo, dopo aver chiuso per sempre, ma da vincitore, la gara col vicino.

La manovra di Monti

Mario Monti mentre piange presentando la manovra

Vabbè, alla fine si sa che anche i più forti prima o poi qualche momento di cedimento ce l’hanno. Per questo possiamo anche scusare il premier Mario Monti che l’altroieri mentre presentava la manovra si è messo a piangere. Piangeva per i sacrifici che verranno imposti agli italiani, perché certo non è stato facile immaginare certe misure. E non lo sarà metterle in atto. La manovra contiene un sacco di provvedimenti impopolari, all’incirca saranno 4123,8. Ma  vediamo quali sono i punti principali, e alcune curiosità.

Pensioni
Chi possiede una pensione (o un albergo al di sotto delle tre stelle) potrà lavorarvi solo fino ai 42 anni, dopodiché dovrà cambiare attività.

Tagli agli enti locali
Importanti riduzioni delle spese pubbliche per gli enti locali.
Le regioni di Molise e Basilicata verranno accorpate nella super regione della “Molisicata”. Abolite, inoltre, tutte le province terminanti in “-ino, -ina, -ini” perché reputate troppo piccole.
Una speciale tassa, poi, è stata stabilita per chi scriva “province” con la i prima della ultima e (non posso scriverlo altrimenti mi tassano).

Casa
Abolita la tassa sul tetto, aumentata l’imposta sulle imposte: a seconda della loro dimensione si pagheranno cifre più o meno alte. Nuove tasse anche sui fornelli da cucina: dai tre in poi si paga la tassa a pressione, ovvero commisurata al numero di volte che si usa la pentola a pressione.

Cani con più di 35 anni d’età
Visto che un anno canino vale come 7 anni umani, saranno da considerarsi cani con più di 35 anni d’età i cani che hanno almeno 5 anni umani. Su tali cani è istituita una tassa annuale progressiva: il primo anno sono 20 euro, poi la tassa aumenta del 20% ogni anno.
A differenza di quanto annunciato, verranno definitivamente aboliti i “Killing Day”, le giornate bimestrali in cui i proprietari più stanchi potevano portare ad ammazzare i propri cani. Per scoraggiare la pratica dell’abbandono sulle autostrade, verranno abolite le piazzole di sosta.

Auto al di sotto dei 50 km/h e trattori
Sulle auto che il primo giorno di ogni mese verranno trovate a viaggiare al di sotto dei 50 km/h e sui trattori è istituita una tassa da calcolare così:
velocità al momento della rilevazione X 10
Dispensati dal provvedimento ruspe, tagliaerba, falciatrici, mietitrebbia.

Liberalizzazione farmaci e droghe leggere
I farmaci potranno essere venduti anche al supermercato, in profumeria e in salumeria (ma solo nel banco frigo). Nella tradizionale lista dei farmaci aggiornata ogni anno grazie al Consiglio Farmacologico Nazionale, sono stati aggiunti per la prima volta quest’anno hashish e marijuana, volgarmente detti fumo e erba.

Attenzione: Il contenuto della manovra potrebbe differire leggermente da quanto scritto sopra. E Mario Monti potrebbe non aver pianto.